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Diario del viaggio all’Itália

16 giugno 1922 - 11 gennaio 1923

 Per Da Poian Pietro

  

GIUGNO

 

16 Ore 14:00 partii con Borgi Francesco (Tripoli) cosi la pasta incorreta Questa notte siamo fermati da Borto lo Ruaro ( Tamancaro) per causa della piena del Rio das Antas.

17 Fermi perche nemmeno oggi si puó passare.

18 Partimo all’alba e arivamo a Novo Trento alle ore 10:00.

19 Ore 13:00 partimo a piedi per Caxias arivamo alle ore 18:00.

20 e 21 Fermati in Caxias per informarsi con il vice console Dr.Carbone e Francesco per sbrigare dei affari con il banco.

22 Partimo per Porto Alegre alle 7:15 arivamo alle 15:30.

23,24,25,26,27 Siamo stati fermi per sbrigare le cose necessarie come: passaporto, attestato di vaccina e comprare il biglieto di viaggio sino a Santos.

28 Ore 12:00 imbarcamo nel vapore Itaquatia.

29 Ore 01:00 il vapore si ferma in mezzo alla Lagoa dos Pattos sino alle 06:45. Alle 09:45 si ferma a Pelotas , partindo alle 15:15 e si arriva a Rio Grande alle ore 19:00.

30 Si sta fermi.

 

LUGLIO

01 Ore 06:30 Partenzo da Rio Grande . Giorno cattivo vento e pioggia Borra cattiva. Cominciai sentire il male del mare, vomitai, e per trenta ore non mangiai piu nulla. Arrivamo a Florianopolis il 02 luglio ore 19:00 e siamo partiti alle ore 22:00.

03 Ore 12:00 il vapore si ferma davanti a Paranaguá e parte alle 13:30 ariva a Antonina alle ore 14:00 partindo alle 15:20 per andare a Paranaguá ed Antonina si lascia il mare entrando per un grande fiume sino ad Antonina poi si retorna per la medesima via impiegando neste percorso circa 7 ore e mezza.

04 Ore 08:30 arivamo in Santos. Nel resto di questo giorno ci occupamo a comperare il biglieto di passaggio per Genova nel vapore Principe di Udine che doveva arrivare da Bueno Aires il giorno seguente passagio di terza classe.

05 Ore 16:30 imbarcamo e il 06 alle 08:00 siamo arivati in Rio de Janeiro.

06 Era il giorno della rivolta provocata dal Marechal Hermes da Fonseca

che al nostro arivo abbiamo sentito i canonni a sporare dalla fortezza di Copacabana. Verzo le nove non si senti piu nulla il movimento era cessato. Il Principe di Udine lasciava Rio de Janeiro alle 17:00. Faceva 15 miglia al ora.

A bordo pagai 150 lire per mangiare in cucina della prima classe perche non me piaceva mangiare in quela di terza dove si fa un grupo di cinque persone per andare a prendersi il rancio sedersi in qualque parte lavarsi i arnesi e cosi per tutta la durata del viaggio.

Poi comprai una sedia per 20 lire.

08 Comincia la Borasca che le onde gettava l’aqua dentro il vapore. Tutti cominciavano a star male e io pure vomitai diverse volte e per dieci giorni non avevo piu voglio di mangiare oppure si mangiavo qualche cosetta appena per forza.

11 Ore 15:30 si passava l’equatore dopo dieci giorni e dieci notti di cammino senza vedere un lembo di terra.

16 Alle 14:30 cominciamo a scorgere l’isola Las Palmas del grupo delle Canarie appartenente alla Spagna e alle ore 19:00 il Principe di Udine gettava le ancore per caricare carbone e sarpava alle ore 01:00 del 17.

19 Ore 01:00 si passava lo stretto Gibilterra. Alle 10:00 abbiamo incontrato la corrazzata Francesco Ferrucio con a bordo il Principe Umberto di Savoia in viaggio d’istruzioni. Il vapore nel incontrate la corrazzata si e pavesato a festa inalsando negli olberi due file di bandierine e la bandiera nazionale e della compagnia e fece saluto con la sirena.

20 Ore 11:00 si accostava alla banchina di Barcelona fermandosi due ore.

21 Ore 13:00 sbarcamo in Genova. Al entrata del porto c’era una nave scuola con a bordo gli alluni marinai tutti giovinetti dai dodici anni in circa che al arivo del vapore Principe di Udine si misero sul attenti facendoci il saluto militare al suono della loro banda cosa che me fa tanto comosso che non potei tratenere le lacrime. Alle 20:00 prendemo il treno per Milano e siamo arivati in questa cittá alle 23:30 e subito abbiamo passati in un’altro treno che partiva per Vicenza alle 24:00 dove siamo arivati alle 05:00 del giorno 22.

Da Santos fin qui ebbi per compagni altre a quello che partii da Antonio Prado assieme: diversi che feci relazione a bordo fra iguali un giovinoto da Bento Gonçalves e diversi proveniente da diverse localitá dello stato di San Paolo uno per nome Abramo Spada che mi face invito di andarlo a trovare Loreggia in Provincia di padova per poi insieme a lui andare a Venezia.

In Vicenza passegiai fino alle 11:00 assieme al amico Borgo Francesco lo accompagnai in una sartoria a comperarsi un abito e in un negozio per altre compre poi lui mi accompagno alla stazione e alle 11:30 partii sole per Sedico-Bribano arivai alle 16:45 del detto giorno.

22 Dalla stazione Sedico-Bribano camminai a piedi per il paese de Sedico che e lontano due chilometri e presi allogio nel albergo "Iltalia"di Conz Antonio .

23 Essendo giorno di Domenica andai camminando solo per il paese e fuori per la strada provinciale fino ora di messa. Poi andai in chiesa quella stessa che fu la parochiale di quando la mia famiglia stavano cola dove noi fummo battezzati.

Ritornato al albergo la padrona comincio a dimandarmi se avevo parenti in quel paese e io gli risposi affermativamente che per parte di padre era dei Da Poian e per parte di madre dei Da Riz. Fra le persone che udiva la nostre conversazione uno corse in una casa dietro all’albergo a dove abitava Lossai Bortolo marito di Tereza Da Riz sorella di mia madre a dirgli che era arrivato un parente suo Dall’america e immediatamente questa si presento sulla porta dell’albergo dimandandogli se era arivato parente suoi dal America ed io gli fui incontro e gli dissi che ero io figlio di sua sorella Celeste. Allora mi strinse affetuosamente la mano e voleva che andassi subito a casa sua e io dissi che essendo gia ora di pranzo si fermasse a pranzare com me che dopo sarei andato in conpagnia a casa sua. Ella non volle rimanere e si ritiro.

Verzo le 15:00 usci dall’albergo e mi reccai dalla zia e fecci conoscenza com il zio Bortolo il cugino Bortolo sua moglie Angela la cugina Luigia.

Verzo le 17:00 uscii com il cugino a passeggiare e visitamo la villa Patto residenza dei signori padroni delle campagne di quei dintorni e anche della colonia dei miei genitori ora tutto rovinato dalla guerra.

Alla sera notte siamo andati a Bribano ove c’era la banda del paese che suonava in piazza.

24 Conosci l’altro cugino Allessandro e com questo passegiai ai Melli vidi la segheria li legnami poi la cortiera. Verzo sera mi condusse dai parenti di mio padre che stavano vicino alla villa dei padroni cio’e i padroni al loro tempo ora di questi signori non me sono piu perche tutti si hanno comperato la loro casa e il loro terreno. La casa dei parenti di mio padre e quella dove lui naquee dove si e sposato e vi stete fino che ando a stare a Villa due chilometri dal’altra parte di Sedico .

In questa casa conobi Angelica moglie de Olivo i piu predileto cugino di mio padre; Olivo si trova ai lavori di Ponte nelle Alpi. Amabile sua cugina vedova, Francesca vedova del suo cugino Antonio. Giovanni Sponga loro parente tutti che stavano nella medesima corte ossia nella medesima casa ma ogni famiglia nel suo appartamento.

Di la siamo andati dalla vedova Luigia Pott moglie di Giuseppe Da Riz fratelo di mia madre.

25 Com il medesimo cugino Alessandro salimo alla chiesetta di S. Pietro Dopo mezzogiorno lo accompagnai alla stazione di Bribano a prendere il treno per Belluno dove e occupato in una ferraria.

Per strada incontrai la cugina Rosina Da Poian figlia di un fratello di mio padre che aveva nome Agostino.

26 Fecci unna gita com la zia Tereza a Belluno. Di ritorno a Bribano incontrai la Angelica Da Poian che veniva incontrarmi per condurmi a stare a casa sua fintando che rimanesse in quei paesi, per non avere tropo spesa nel albergo, como si aveva combinato il giorno prima in casa della zia Tereza.

La sera ebbi la visita del cugino Cesare Da Poian fratello della Rosina.

27 Andai a Bribano da un sarto per farmi un abito di stoffa (Menio Luciani)

28 e 29 Lavorai nel mio abito.

30 Andai a messa a Bribano e dopo com cugino Olivo, che avendo saputo del mio arrivo e venuto a casa per conoscermi, siamo andati a visitare i figli di una mia cugina per nome Marietta in Dolce sorella di Rosina e Cesare gia morta. A mezzogiorno desinai dal cugino Lino figlio del fu Da Riz Giuseppe, fratello di mia madre. Dopo pranzo pasegiai conlui a Sedico e feccimo alcune partite a Trisette.

Di notte ebbi visita del cugino Cesare e passegiai com lui a Bribano.

31 Com la cugina Amabile Sponga siamo stati a trovare un’altra cugina di mio padre per nome Luigia sorella de Olivo che sta a Viliago. Questa aveva il marito Luigi Vanz detto De Biasi moribondo e mori di la a pochi giorni. Alla sera cenai dalla zia Tereza.

 

AGOSTO

01 Di notte com la zia Tereza siamo andati dal cugino Olivo Mussoi figlio di Luigia sorella di mia madre la cenammo e rimanemo sino a mezzanotte dove il cugino com sua moglie e una sua figlia fecero alcune cantate de cui sono magnifichi cantori.

02 Passegiata com Angelica Da Poian a Villa dove vidi la casa dove naqui Passando entramo nella casa di Marietta vedovi di Domenico Da Poian altro cugino di mio padre qui conobi una sua nuora per nome Teresina figlio del fu Da Riz Giuseppe, fratello di mia madre A villa si siamo fermati da Bortola Vanz madre della moglie di Pasuch Angelo di Nova Roma (Brasile).

03 Dopo mezzogiorno visitai da solo la cugina Rosina Da Poian.

04 Non uscii

05 Notte andai al teatro a Bribano com Pietro, figlio della cugina Amabile Sponga.

06 Pranzato della zia Tereza. Essendo giorno piovoso non potendo passegiare andai in un’osteria com il cugino Bortolo a giocare trissette. Alla sera cenato ancora com loro.

07 Ricevuto letera da Abramo Spada per la gita a Venezia come si aveva combinato per viaggio, me ne parti per la stazione Camposanpiero e di la a piedi per Loreggia in provincia di Padova A mezza strada fra Camposanpiero e Loreggia incontrai lo amico che mi veniva incontro e com lui si aviamo alla casa di suo nipote dove lui abbitava oltre un chilometro la Loreggia Amedeo Busatto.

08 L’amico per certi suoi affari non poteva partire. Intanto strinsi relazione com una sua nipote di nome Pierina che voleva ad ogni costo amareggiare ma non la mi piaceva era tropo brutta. In questo giorno passegiammo per quelle strade e pel paesetto di Loreggia insieme alla sua nipote e lui. Dopo messogiorno siamo andati in una casa colonica a mangiare le angùrie.

09 Com l’amico e la nipote partivamo di casa per la stazione di Piombino dove abbiamo preso il treno per Venezia. Alla citta ci siamo recati da un signore per nome Giuseppe Via nnello gia stato padrone del nipote di Abramo. La Giovine gli chiese di accompagnarci per la città che egli di buon grado accetto conducendoci per diverse luoghi e dandoci diverse spiegazioni come el ponte del Accademia intorno all’arsenale alla chiesa San Marco al palazzo Ducale che qui non abbiamo potuto entrare per non essere arivati sul orario prescritto era ormai mezogiorno. Di qui il signore si ritiro e noi entramo in una tratoria a pranzare . Dopo pranzo continuamo a caminnare siamo stati al ponte Rialto ( Dal palazzo Ducale abbiamo veduto il ponte dei Suspiri ) Riva dei Schiavoni e salimo sul campanile San Marco alto 90 metri . In piazza abbiamo veduto le due colonne dove appicavano i condanati il posto dove tagliavano la testa. Io voleva rimanere a Venezia per quella sera ma gli amici vollero ritornare a casa cosi passamo ancora da signore a salutarlo e prendere della roba che avevamo lasciato poi preso il vaporino al pontone della Salute ritornamo alla stazione S. Lucia e alle 18:00 partimo da Venezia arivando a Piombino alle 19:20 e di la 45 minuti a piedi siamo arivati a casa del amico.

10 Conforme i patti fatii com Abramo dovevamo fare un altro passegio a Padova ma in questo giorno non a voluto partire.

11 Partimo io e Abramo per Padova. Prendemo il treno a Camposanpiero alle 08:16 arrivati in Padovaalle 08:55. Entramo in una tratoria per fare colazione e dopo cominciammo a passegiare per la città.

Visitamo la Basilica di S. Giustina poi quello di S. Antonio s’inginochiamo davanti l’altare de Santo dove diversa gente stavano pregando. Verso sera visitamo la chiesa del Arcella fuori della citta poi abbiamo preso ollogio in un albergo.

12 Andai in una Clinica per consultare un dottore per le orechie ( Dr. Arslan ) e questo voleva che restassi nella clinica ma subito non c’era posto solo di li a quatro giorni e intanto pensai di ritornare a Sedico e dopo non ebbi piu voglia di ritornare e anche i parenti non erano del parere di ritornare. Parti da Padova alle 19:15 e arivai a Bribano alle 23:10.

13 Non uscii di casa.

14 Al dopo messogiorno visitai com la zia Tereza la cuginia Marietta De Paris sorella di Olivo Mussoi figli della sorella di mia madre, per nome Luigia. A sera cenai in casa della zia Tereza.

15 Giorno di festa dell Assunta. Come sempre; Andai a messa a Sedico A mezzogiorno pranzai dalla cugina Rosina Da Poian Dopo Pranzo passegiai com suo nipote a Meano. Questo chiamavasi Fioravante.

16 Assieme alla zia Tereza andai a pranzo dalla cugina Marietta De Paris. Dopo passegiamo a Landriz assieme alla zia e la cugina e un figlio di questa di nome Domenico a trovare un’altra cugina sorella della Marietta che chiamavasi Celeste Cadorin.

17 Cominciai a fare un abito di stoffa per Olivo Da Poian lavoravo in una stanza del appartamento dei Sponga com una loro machina a mano e loro ferro e forbici.

18 e 19 me ne steti in casa lavorando

20 C’era l’inaugurazione di un monumento ai caduti del col di Lano il luogo chiamasi Pian di Digonera ove c’e il cimitero ai piedi di detto colle Com un camions dei frattelli Busati da Bribano partimo alle 05:00 del mattino e arivamo a Agordo alle 08:00. Si caminava sempre per la vale del Cordevole in mezzo alle Alpi. Dopo alcuni minuti di fermata a Agordo abbiamo continuato il viaggio fino al piano Digonera arivati alle 10:00, la strada era ogni tanto adobata ad archi bandierine e ogni grupo di case che si passava c’era ragazze che lanciavano fiori sulle vetture che passavano. Il monumento fu inaugurato dal Duca di Aosta e la messa campale fu celebrata das vescovo di Belluno Don Giosue Cottarossi. Vi era una folla immenza venuta da tutte le parti d’italia, calcolata trentamila persone.

Alle 14:00 partimo di ritorno e arivamo a Bribano verso le 19:00. Fra i diversi paesi veduti per questa strada ricordo Landriz, Roe, Mas Agordo Cencenighe Alleghe col suo pitoresco lago, Caprile sul confine dell’Austria avanti guerra.

Alla sera andai al teatro a Bribano com Pietro Sponga figlio dell’Amabile.

21 non fecci nulla

22 a mezzogiorno andai com Fioravante Dolei a passeggio in Belluno ritornando la sera.

Di ritorno trovai una lettera di Corignato Santo, una conosensca fatta nel vapore; che mi invitava di andare a Venezia ma siccome erro gia andato com Abramo Spada gli risposi Scusandomi che non potevaa andare. Questo era pure di S. Paolo e in Italia si trovava a Villafranca Padovana.

In questi giorni Olivo Da Poian era stato da un suo compadre a S. Giustina di nome Bortolo Levis e questo aveva una figlia che era andata a imparare da sarta ma non sapeva ancora a tagliare e per divergenze col padrone questo non voleva insegnarli senza pagamento. Allora Olivo gli parlo di me che era sarto che se avessi accetato avrei potuto passare in casa loro a insegnarli e loro lo incaricarono di parlarmi ed il giorno seguente son venuta la moglie e la detta ragazza a combinare e che fu combinato di io andare a stare in casa loro e il goirno 23 alle 17:00 me ne parti accompagnato da Angelica Da Poian fino che abbia trovato la ragazza che veniva a incontrarmi e com questa che aveva pure nome Angelica arivai in casa di detto Bortolo Levis in Santa Giustina. Mangiavo e dormivo in casa loro dove fui tratato come un signore e tutte le sere prima di notte acconpagnato or da una ragazza or da un’altra si faceva delle passegiate in quei dintorni.

24 Alle 17:30 col la Maria andai da un altro podere che avevano in affito dove c’erano le loro vache. Abbiamo passato per Ignano e dopo atraverso campi e prati siamo tornati per Colvago e S. Martino Ignano arivato a casa alle 19:30. Di notte com la medesima, sua madre e una sorelina di nome

Adelaide siamo andati per Solzano e Campo ritornando per il paese de S. Giustina dove si fermamo in una osteria dove si beve la bira. E da notare che la casa di questi coloni era circa mezzo chilometro dal paese.

27 Ritornai a Sedico. A mezzo giorno andai a pranzo da Giuseppe De Paris figlio della cugina Marietta. Dopo pranzo, com lui e il cugino Giuseppe Sossai siamo stati a passegiare per Viliago Pasa e S. Felice. Ritornati da Giuseppe De Paris cenai ancora com lui. Dopo cena dovendo egli che era suonatore in un ballo a Villa vi andai anchio . Il ballo era in casa di Luigi Viel figlio de una sorella di mia madre che aveva nome anch’essa Tereza e che mori ancora prima che nascesse questa di Lossai. Questo cugino era via al lavoro e qui conobi la di lui moglie di nome Carlota. Dopo cisca un’ora volli ritirarmi e andai a Bribano che’era la musico che suonava in piazza,. La trovai Olivo, Angelica e la loro figlia ancor celibe Angelina.

28 Tagliai un abito a Pietro Sponga di stoffa per portarlo a fare a S. Giustina.

29 Di mattina ritornai a S. Giustina e in questa settimana feci il detto abito.

31 Com l’Angelica feci una passeggiata a S. Gregorio delle Alpi. Partimo alle 17:00 dalla parte d’Ignano e per farla piu corte altraversamo pratti e campagne uscimo in una frazione detta Borp e poi per Soltoi arivamo a S. Gregorio e di la ritornamo per la strada provinciale passando per le frazione di Muiac Veloz e Sartena bassa arivando a casa alle 19:30.

 

SETTEMBRE

 

01 Alle 17:20 usci com l’Angelica per un passeggio per Sartena bassa, Sartena alta, Formegan e Santa Margherita poi via alla loro collina dove avevano le loro bestie e ritornando per Ignano siamo arivati a casa alle 19:30.

02 Ore 16:00 com Angelica e sua sorella Giulia s’incamignamo a passeggiare verso la riva del Piave quasi fino di fronte a Mel paese alla sinistra de fiume. Ritornamo per Salzano e arivamo a casa alle 19:00. Dal Piave racolsi due sassolini in ricordo di quel sacro fiume che tanto sangue corse in tempo della guerra.

03 Andai a messa nella chiesa di S. Giustina com Agostino figlio maggiore di Bortolo Levis. Dopo mezzogiorno arivo Angelica Da Poian a portarmi la scala geometrica che avevo fatto venire da Torino per la Angelica Levis per tagliare. Piu tardi arivava anche Olivo Da Poian e restarono fino che hanno cenato com noi.

Questa settimana aiutai al’Angelica a fare un abito di un suo cliente.

05 Partii com Agostino, sua moglie Maria e la Adelaide ragazza di 13 anni per una gita al monte Palmar. Partimmo alle 17:10 siamo passati per Sartena nassa, Cergnai e Campelo e di questa frazione cominciamo a salire la montagna, era le 18:55 quando si fermammo in una casera che atualmente non vi era nessuno per passare la notte. Acceso un fuoco al di fuori mangiamo un poco di quello che avevamo portato di casa si corriemo sul fieno che c’era dentro nella casera era le 21:00.

06 Alle 05:00 si alzano e fatto un po di fuoco per scaldare il caffe che avevamo portato fatto di casa, se siamo messi in cammino alle 05:45 e alle 06:45 siamo arivati sulla costa dove c’era la croce. Fermati per fare ancora un po di merenda perche su quelle altura ci veniva un appetito che si avrebbe mangiato tutti i momenti. Alle 07:30 s’incaminamo lungo la costa della montagna e poi salimo fino alla cresta a 2.300 metri sul livell del mare, era le ore 09:00.

Fermati che siamo ad ammirare il panorama che si vedeva della citta di Belluno che appena si poteva scorgerlo com il binocolo sino nei dintorni di Feltre e d’altra parte montagne delle Alpi. La abbiamo racolto alcune stelle alpine che portai com me per ricordo di quei luoghi. Alle 09:30 cominciamo a discendere per la parte oposta verso la valle di S. Agapito, caminando per un invisibile sentiero sopra arribili buroni che faceva venire le vertigini, quasi non si poteva nenmeno pasare il piede senza rischio di sdriciolare nel profondo. Ogni tanto si fermavamo a racogliere noselle abbondanti su quei monti. Arivamo al piano alle 13:45. La famme ci boteva forte. Entramo in una casa e abbiamo fatto fare la polenta. Mangiato e riposato che ebbimo pagai alla contadina il suo avere; si mettemo di nuovo in camino verzo casa . Verso le ore 15:00 passando per Cesio magiore Marsai e Lasserai e di nuovo a Sartena bassa siamo arivati a casa alle 17:05. A Marsiai mi ricordo di un cugino di mia madre di nome Luigi Da Riz chiesto da una donna che passava per la strada mi indico che egli trovavasi a Lasserai. Trovatolo mi diedi da conoscere mi saluto e ci fece un caffe a tutta la comitiva .

07 Riposai

08 Lagra a Formegan . Andai a messa com Bortolo . Di notte com lui sua moglie Amabile e le loro figlie Angelica e Maria siamo andati di nuovo a Formegan per vedere la festa poi entramo tutti in un Cinema .

09 Alle 10:05 me ne parti solo a piedi per Bribano arivai alle 10:40 . Mi fermai un poco da Fioravante Dolci e trvata sola la di lui moglie mi fece prendere un caffe, in di prosegui per Viliago mandato da Amabile Levis per avisare una di lei figlia marita di nome Luigia, che suo marito era arivato dalla provincia di Potenz dove era al lavoro . Arivai alle 11:50 . Questa si trovava in una famiglia di nome Toffoli. Essendo ora di pranzo mi feccero mangiare com loro . Dopo di aver riposato alcuni minuti partii per Sedico fermandomi un poco dalla zia Tereza poi passai dalla Angelica Da Poian e a Bribano da Fioravanti Dolci per parlargli che voleva che venisse in compagia a Rama visto che lui che era stato quando fu ferito in guerra . Ma essendo lui impiegato nella ferrovia doveva dimandare il permesso e per questo dovevo aspetare. Arivai a S. Giustina alle 18:20.

10 A Feltre c’era il Congresso Eucaristico. Molta gente vi andava e anch’io presi il treno com la Giulia e vi andai Bortolo e sua nuora andarono in carretta. Io partii alle 06:20 Col treno delle 10:00 veniva anche l’Amabile e la Maria. Asistimo alla messa pontificale celebrata das Patriarca di venezia che a anche predicato all’Evangelo. A mezzo giorno siamo andati tutti assieme a mangiare in una tratpria. Dopo pranzo siamo saliti sul’altura dove e il castello e di la sostamo in una piazzetta ad assistere al passaggio della processione. Questa fu imponente ma avevamo percorso circa mezzo cammino che una piaggio torenziale ho scompigliato tutto e per tutta la sera non cesso un minuto impedendoci di passegiare per la citadina come desideravo.

Per questo di buon ora si recamo alla stazione in attesa del treno che questa volta veniva in grande ritardo arivando alle 22:20 e com pochi minuti di fermata partiva alla volta di S. Giustina dove siamo arivati alle 23:30. Questa settimana lavorai in un abito di un’altro cliente di Angelica.

15 Alle 17:20 com Maria fecci una passeggiata per Meano lungo la strada provinciale, ritornando per Calibach S. Martino e Colvago arivammo a casa alle 19:00.

Fu in una di queste sere che venne in filo due ragazze, comesse della dita Doglioni una di nome Linda Naldi. Essa aveva circa 24 a 25 anni che si era innamorata in me, che dopo essere ritornato al Brasile mi serisse diverse letere.

16 Avendo io manifestato il grande desiderio di fare un passegio a Roma, la padrona Amabile cerco di sapere se ci fosse alcuno che andasse per poter aveva compagnia. Per mezzo de una sua conoscente tale Giuseppina Canonica che questa da poche settimane era stata quale delegada della parochia S.Giustina al Congresso Eucaristico; gli fu indicato che una famiglia del luogo avevano un figlio capucino nel convento S. Tereza Corso Italia numero 36 bis. Ma per presentarsi acoreva una raccomandazione del paroco, allora accompagnato dal’Angelica andai da lui e lui accetto di buon grado di farmi la lettera e ci mando dalla famiglia che si chiamava De Costel a prendere l’indirizzo de loro figlio che si chiama Padre Felice si San Luigi. Nel medesimo tempo ebbimo a sapere che c’era qui in licenza un corazziere nipote del sindaco e che proprio in questi giorni ritornava a posto. Sempre accompagnato dal Angelica ci recamo alla banca Credito Veneto dove era diretore il padre suo e gli abbiamo chiesto di suo figlio, egli ci disse di aspetalo alle 13:00 all osteria Panigaz. Al ora combinata ci recamo e di li apoco arivano anche loro. Fatto conoscenza gli parlai del mio desiderio che gli bem volentieri accetto e stabilimo la partenza per il 18.

17 Visita del corazziere in casa Levis alla mattina verso le 09:00. Aveva nome Giovanni De Bastiani. Alle 10:00 andai a S. Giustina asieme a lui e di la ci separamo per que giorno. Io andai a messa. Sulla sera fecci un passegio a Bribano e poi in casa Olivo Da Poian per prendermi del denaro che lasciavo in custodia di loro. Poi andai dalla zia Tereza a chiederli l’indirizzo di suo figlio Carlo residente a Firenza perche volevo fermarmi anche la. Ritornamo a S. Giustina alle 23:50.

18 Partii col corazziere per Roma ore 10:45 arivamo a Padova alle 13:40. La per aspetare il treno di Bologna abbiamo dovuto fermarsi sino alle 19:30. Il treno era cosi gremito di passageri che abbiamo dovuto stare in piedi quase sino a Bologna. Passamo per Rovigo e Ferrona di notte e arivamo a Bologna alle 23:50. La abbiamo voluto fermarsi per aspetare el treno che fa la via del Adriatico e intanto abbiamo caminato un poco per le vie siamo stati a veder le tori e poi abbiamo caminato per la cosi detta montagnola dove a quelle ore passegiava le prostitutte che c’ne erano di buon numero.

19 Partimo alle 05:10 passando per Imola Faenza Forli Rimini fino a Falcomara Maritima che e vicino ad Ancona. La siamo scesi per prendere iltreno che viene da Ancona ed e arivato alle 19:30. Di la si atraversa i appenini e fra le citta che ricordo di aver passato fu Fabriano, Foligno, Perugia e alle 21:30 siamo arivati a Roma alla stazione Fermini. Appena scesi il corazziere mi condusse ad un albergo detto Viminale via Viminale, numero 15.

20 Festa della presa di Roma. Alla mattina comprai 50 cartoline che serissi e mandai ai parenti ed amici di Antonio Prado e alcuni anche a Belluno. Alle 16:00 andai alla commemorazione della Brecia di Porta Pia nel proprio luogo dove c’era una immensa moltitudine di popolo com le piu alte autorita del municipio e dello stato eccetto i membri della famiglia Reale per che erano in vilegiatura a S. Rossore. Di notte siamo stato in un varieta.

21 Mi presentai ao convento dei Carmelitani com la lettera del paroco di S. Giustina e subito mi fu presentado il padre che cercavo, che essendo di mattina egli usciva fare la spesa perche questo era il cuoco del convento, e cosi approfitai la sua compagnia per visitare alcune chiese, S. Maria degli Angeli, S. Andrea della vole del Gesu, S. Agnese, S. Ignacio. Dopo mezzogiorno da solo visitai il Luirinale e il S. Pietro. Alle 17:30 andai alla caserna dei corazzieri a prendere il mio compagno di viaggio per uscire a passegiare col lui e siamo stati al teatro Splendor.

22 Di mattina andavo al convento per approfitare delle ore che usciva il frate a fare la spesa per andare in sua compagnia egli solo mi conduceva a veder chiese di quelle che vidi in questo giorno ricordo S. Maria sopra Minerva. Dopo mezzogiorno andai ancora al convento a prender il capucino questa volta per andare alle catacombe. Prendemo il tram che doveva condursi fuori di Roma alla Basilica di S. Paolo e di la a piedi per una strada siamo arivati alle Catacombe di S. Calisto dove com altre tre persone abbiamo formato una comitiva di cinque e un capucino ci diede una piccola candela per giascuno e cosi siamo sceci nelle catacombe e abbiamo camminato diverse galerie e ogni tanto il capucino si fermava a darci spiegazione. Usciti abbiamo visitate un poco piu avanti la chiesa di San Sevastiano ove conservano tre chiodi e la corona di spine di N. S. Gesu Cristo. Di ritorno alla citta per la via Appia nuova abbiamo veduto la Chiesa del Quo Vadis, dove sono un fac simile della pietra cole inpronte dei piedi di Gesu Cristo, la vera piedra e conservata nella chiesa di S. Sebastiano. Arivati alla Via Nazionali mi separai dal capucino e corsi al albergo a caricarmi stanco de tanto caminare per tutto il giorno era le 19:00 intesi per il giorno seguente alle 07:00 trovarsi i S. Maria Maggiore.

23 Incontrati nel luogo indicato visitamo tutt’attorno il tempio piu grande di Roma dedicato alla vergine, il capucino mi accompagno a S. Giovanni in Laterano e la mi lascio sole perche il tempo non lo lasciava tratenersi di piu e mi diede un biglieto per unirmi ad altre persone che accompagnate da un suo confratello si entrava in Vaticano che quel giorno il Papa dava ricevimento di pelegrini venuti in Roma e non ricordo per quale avenimento l’appuntamento era per le 12:00 e intanto da solo visitai la chiesa della Scolla santa quei gradini che sali Gesu Cristo da Pilato. All’ora indicata mi trovai al posto segnato ai Partici e la incontrai le persone com que dovevo unirmi e assieme salimo nelle sole del Vaticano. Era le 13:00 quando il S. P. entro e tutti s’incinochiarono e lui ad uno ad uno ci diede da bacciare l’anello di S. Pietro e dopo data la benedizione si ritiro e noi uscimo dal Vaticano e fuori mi separai daquelle persone e caminai il resto della sera dopo di essere entrato in una tratoria a mangiare. Prima portai una letera a una nipote della Giuseppina Canonica da S. Giustina poi visitai il monumento V. Emanuele II e soli sopra per circa 250 scolini esso e lungo circa 130 metri e alto. Disceso camminai per le vie solo fino sera. Di notte mi recai ancora solo in piazza Colonna dove era la banda municipale che suonava, erano 74 figure. Il corazziere questa sera non poteva uscire. Quando erro nella chiesa di S. Giovanni in Laterano assisteti alla consacrazione di 19 religiosi.

24 Di mattina da solo perche essendo domenica P. Felice non usciva che dopo mezzogiorno che eravano intesi aspetarsi in piazza Quirinale che voleva approfitare della mia compagnia per vedere il palazzo reale cio è il Quirinale che lui non lo voleva ancora veduto; andai a messa nella chiesa di S. M. Magiore poi andai a vedere il museo nazionale cioè museo di antichita. Dopo mezzogiorno come si eravamo dati appuntamento com P. Felice visitamo il Quirinale e dopo il Torro Romano ed il colosseo e di ritorno siamo passati dalla caserna dei Corazzieri Via 20 settembre numero 20 a prendere l’amico che mi attendeva e la mi separai dal capucino. Com il corazziere ci recamo al Gianicolo il cole dove si scorge il piu bel panorama di Roma e dove é il monumento a Garibaldi. Poi entrati in una tratoria a cenare siamo andati al teatro Adriano.

25 Andai un’altra volta al S. Pietro la trovai un giovinoto che avevo fatto conoscenza intreno dopo Falconara maritima e com lui sali alla cupola dentro la bala di bronzo su un altura di 136 metri. Dopo mezzogiorno andai al convento a salutare P. Felice poi dal Corazziere perche avevo stabilito di partire ancora quella sera col treno delle 23:30. Intanto presi un tram e feci ungiro sino alla piramide vicino porta S. Paolo. Al ora indicata parti per Firenze.

26 Ore 06:00 arivai a Firenze. Anchi qui volli fermarmi. Preso allogio in un albergo benche mattina mi misi a letto per non aver potuto dormire nella notte Prima pero volli cercare il cugino Carlo che si trovava in via S. Gallo numero 45 ma non era a casa ... Proprio in questi giorni era partito per Sedico e nel medesimo tempo caminai un poco per la citta.

27 Mi reccai al Palazzo Pitti ove c’era una esposione di Pittura poi andai in un negozio e mi comprai una stoffa e fadre per farmi un abito. Alle 14:45 parti per Bologna arivai alle 18:45. La cambiai treno e parti imediatamente per Padova arivando alle 23:30. Anche la presi alogio in un albergo perche per quella notte non c’era treni che partiva per Belluno.

28 Alle 09:15 parti per S. Giustina che arivai alle 12:30 avendo fatto il ritorno da Roma solo e feci un ottimo viaggio. In casa Levis se ne stavano molto preocupati per non aver avuto notizie dopo la mia partenza e gia da alcune sere venivano alla stazione per vedere se arivavo. Il giorno seguente anche Olivo Da Poian veniva aver notizie di me.

29 e 30 non usci di casa.

 

OTTOBRE

01 Andai a Sedico. A mezzogiorno pranzai dalla zia Tereza e la trovai il cugino Carlo. Dopo com questo e Bortolino abbiamo fatto una gita a Villa. Dopo rimasti solo il Bortolino perche Carlo aveva da andare a casa e com questo andai per la colinna Migazza dino a Noal.

Di notte com Luigi Sponga e Sigifredo Trichez andai al cinema a Bribano e la trovai anche Olivo e Angelica com la ragazza Carmela che era una di 15 anni ma molto robusta che me piaceva tanto e che si siamo scriti diverse volte anche di ritorno al Brasile. Anche essa mi voleva bene.

02 Accompagnai questa ragazza alla stazione che andava a Belluno da i suoi padroni che si trovavano in vileggiatura. Dopo mezzogiorno andai al municipia di Sedi per preparare le corte per il ritorno e loro mi mandarono alla Questura a Belluno.

03 Andai e nel medesimo giorno assisti al tribunale ad un processo di una ragazza da S. Martino, che aveva gettato il suo bambino appena nato in un fiume dopo averlo tagliatto cole forbice venne condanata a 2 anni e 2 mesi. Alla sera ritornai di treno a S. Giustina com Amabile che aveva trovata in Belluno quale teste del crime.

04 di sera andai a passegiare alla stazione com l’Angelica e i bambine.

07 Sagra in S. Giustina ma siccome era tempo che pioveva tutto il giorno stetti in casa che in questi giorni stavo facendo il mio abito che comperai a Firenze. Alla sera di notte andai a Formegan com Bortolo; suo fratello residente a Agordo che si trovava in casaa in visita a sua fratella Amabile e Maria.

08 Dopo mezzogiorno andai a Bribano che vi era una festa di beneficenza pro Asilo Infantile. Di notte andai al cinema com Olivo e Angelica Da Poian.

09 Di mattina ritornai a S. Giustina e in questo giorno vi era la fiera. Dopo mezzogiorno andai com la Maria a Lasserai a salutare Luigi Da Riz avendo speranza di partire fra pochi gioni.

10 e 11 Feci un abito fiustagno di Bortolo Deon.

13 alle 16:00 parti com la Maria per una passegiata partindo per la provinciale verso S. Gregorio e passamo per la frazione Sartena bassa, Velloz, Muiae sino sino a S. Gregorio e di la ritornamo per Saltoi Barp poi atraverso campagne e praterie uscimo a Ignano dove siamo fermati dalla Luigia figlia di Bortolo Levis, maritata a Giovanni De Toffoli ove ci fece un caffe e siamoarivati a casa alle 18:45.

14 Com Agostino il figlio maggiore di Bortolo Levis e sua sposa partimo per una gita al col Vizentin che si trova dalle parti di Vittotio Veneto fra la provincia di Belluno e Treviso. Partiti alle 13:50 pasamo com la barca il Piave ove c’e una frazione chiamata La Nave e alle 14:55 passamo per Mel. Poi caminando per la strada provinciale alle 16 atravessamo Trichiana. Un poco altre Trichiana prendemmo un’altra strada secondaria e un poco avanti lasciamo anche questa atraversando campagne e passato a piedi un fiume arivamo ad una frazione detta Vassolei, e di la per una brutta strada che somigliava a quelle del Brasile, passammo per la frazione di Trichez e dopo cominciamo a salire una picola montagna detto S. Croce verso la metta di qesta montagna si trova una frazone detta Polentez. Essendo ormai quasi notte cercamo allogio in una casa di contadini per passare la notte era le 18:15. Qui ci fecce una buona cena poi gli abbiamo aiutato a sfogliare il sorgo e indi ci preparo un letto nella stalla perche faceva freddo.

15 Alla mattina alle 06:30 si mettemo in cammino e sempre per i prati giungemmo sulla cima di questa montagna ove c’era una piccola pianura poi abbiamo dovuto discendere ancora in una valata arampicandosi per luoghi ove o stento si poteva passare non essendo nemeno un pissolo sentiero per quelle parti e alle 08:20 arivamo sul fondo di detto valle chiamato Valle Morel. Passato un piccolo fiume cominciamo la salita a col Vizentin e siamo arivati sulla vetta alle 11:15. Sostamo per fare un po di merenda com cibi portati di casa e pane comprato in viaggio, in rimiramo com il Binocolo da una parte quasi tutta la val Belluno e dal’altra parte detta provincia di Treviso ove si vede ai piedi Vittorio Veneto e molti altri paese quase fino al mare Adriatico che appena si distingue.

Alle 16:05 cominciamo a discendere un poco piu verso levante e giungemo in fondo alla valle Morel alle 13:50. Presa una strada si incaminamo per Limana ove giungemo alle 15:45. Da Limana prendemmo una strada per Centore ove Agostino voleva trovar una sua zia sorella di sua madre di nome Marietta maritata a Carlo Lommacol. Arivati alle 16:25 si fermamo a passare la notte in casa loro.

16 Alle 07:30 simettemo in camino di ritorno verso casa e arivamo di nuovo a Trichiana alle 08:30. Di la abbiamo preso la strada verso Longano ove dopo aver passato il Piave in barca siamo arivati alle 10:20 in casa dei sii di Agostino fratelli del padre suo. La abbiamo fatto una buona colazione e alle 11:00 partimo e arivamo a casa in S. Giustina alle 11:55. Dopo pranzo com il fottografo salimo su una colina dove mi fotografai com Agostino sua moglie e le sue sorelle Maria Angelica e Adelaide.

17 Partii per Sedico ove andai dal officiale di registro Abele Pott a farmidare il "Nulla osta", per andare a Belluno a ottenere il visto sul passaporto. Partii da S. Giustina alle 09:05 e arivai a Bribano alle 09:35. La andai a visitare la cugina Marietta Da Poiasn a salutarla credendo di partire presto. Poi mi recai in casa di Olivo e di notte com lui e sua moglie siamo andati a Longano in filo da una loro figlia di nome Marianna.

18 Andai a Belluno per le cose necessarie per il ritorno al Brasile.

19 Andai dal secretario comunale per meterci il visto su un certificato che lasciavo alla signorina Angelica Levis comprovante la sua abilita al taglio di Sarto a qui ci avevo insegnato.

20 Andai a Villa da Bortola Vanz maritata in Deon a salutarla e chiederli se aveva qualche sosa da mandare a sua figlia in Brasile in Antonio Prado moglie di Angelo Pasuch. A Villa ebbi a conoscere un tale Luigi Monti che mi disse che fu amico d’infanzia di mio fratello Luigi.

22 Com il cugino Bortolo Lossai (figlio) partii per una gita a Luspirolo a trovare un fratello di Angela Sartori da Antonio Prado, di nome Ernesto Capelari. Prendemo la corri era fino a Mas e di la si incaminamo a piedi e passando per Vedano entramo a vedere il convento dei Certosini ove un servo ci condusse a visitare le capelle il chiostro e altre dipendenze. Partimo dal convento alle 11:30 passando per Miz e arivamo a Luspirolo alle 12:15. Trovato quello che cercavo cioe Ernesto Capelari insieme a lui ci recamo in un albergo a Luzin dei Doglioni un chilometro sopra Luspirolo e la siamo restati in sua compagnia sino a sera e alle 17:30 congedati dal amico si aviamo sulla via del tirorno sotto una pioggia incessante e gia era notte. Il ritorno lo abbiamo fatto verso Meano passando diversi paesetti che per essere di notte non ho potuto vederli a Meano si siamo fermati in un osteria aq prendere un caffe e indi prosseguimo per Bribano ove siamo arivati alle 19:30. La si siamo fermatti nel albergo Busati per mangiare poi per le osterie sino alle 23:00.

23 Andai a salutare la cugina di mio padre in Viliago La Luigia Vanz detti De biasi.

24 Andai a Belluno a comperare il passagio da Genova a Santos dove mi dissero di esser posto solo per quello che partiva in un giorno di Novembre.

25 Andai dal dottore Garibaldi Locatelli per il certificato di Sanita, dottore di Sedico.

27 Ore 08:30 partii di nuovo per Santa Giustina vedendo di esser costreto a rimanare piu tempo di quello che avevo stabilito e intanto feci un abito di stoffa di Giuseppe Lossai mio cugino.

29 Al dopo mezzogiorno fecci una pasegiara com Bortolo Levis, sua sposa e sua figlia Luigia a S. Gregorio. Partimo alle 13:30 per la strada provinciale e di ritorno passamo per la frazione di Fumae e di la siamo passati da un loro amico chiamato Pietro Fregona che conosceva anche mio padre perche una volta stava a Sedico. La abbiamo mangiato uva, peri, moroni, e bevuto vino dolce branco e alle 20:00 partimo e siamo arivati a casa alle 20:30.

 

 

NOVEMBRE

01 Com un nipote di Bortolo Levis certo Carlo andava a Bribano vi andai prendendomi com lui sulla bicicleta. A mezzogiorno pranzo da Amabile Sponga. Dopo com il di lei figlio Pietro e sue sorelle andai a Sedico per una visita al cimitero.

02 Andai a messa al cimitero e dopo mezzogiorno ritornai a S. Giustina.

04 Andai a Belluno alla festa della Vittoria Al Duomo ci fu la cerimonia religiosa com discorsi presenti tutte le autorita civile e religiose Militari e associasione conla loro bandiera. Dopo formatosi un esteso corteo sfilo per le vie della citta com la banda. Passarono davanti al monumento dei caduti per l’independenza ove deposero una corona e indi proseguirono per il cemitero a depore un’altra sulle tombe dei morti nell’ultima guerra. Alle 17:30 ritornai a Sedico.

05 Alle ore 08:00 parti per S. Gistin dove eravamo i intezi per questo giorno fare un pelegrinagio assieme com Bortolo Amabile e sua figlia Luigia a S. Marcello.

Partimo da S. Giustina alle 09:30 e passamo per le frazione di Sartena bassa, Lasserai, Marsiai e pel copoluogo del comune di Cesio Maggiore poi per Cesio Minore Can Melin Lorazen Amin Capoluogo del comune di Villa bruna passando per questa alle 12:00 e alle 12:30 arivamo alla chiesetta de S. Marcelo e la un loro amico ci fecce entrare in casa sua. Questo chiamavasi Virgilio Fabris Ci diedero dei pani e del vino. Partimo di la alle 14:15 pasando per Foem Murle e arivamo a Pedavena alle 15:25. La vollero visitare un loro amico di nome Fedele che ci preparo una buona merenda e dopo ci cundurse in un caffe. Poi un suo figlio prese una careta e com questa ci a conduto a Feltre ove siamo arivato alle 18:00 e la abbiamo passegiato fino al passagio del treno che doveva portarsi a S. Giustina. Il treno passo alle 21:30 e siamo arivati a S. Giustina alle 21.55.

07 Parti per Sedico

08 Andai dal sarto di Bribano per farmi un soprabito.

12 Grande festa a Sedico per l’inaugurazione delle nuove campane. Alla mattina messa sollene dopo su un palco in piazza discorsi del paroco e di altri indi canti dei fanciulli delle scuole. A mezzogiorno pranzai della zia Tereza. Dopo mezzogiorno corse di ragazzi corse al trato corse com i barili rottura delle pignate. Di notte vi andai com le ragazze Angelina e Carmella. C’era grande illuminazione in tutte le case alla Veneziana poi corso podistica di Giovanotti e ballo nel albergo Italia di Cons Antonio.

13 Andai a Belluno alla fiera di S. Martino. Verso sera voli ritornare a piedi per quella strada che i miei genitori la ricordavano spesso che la facevano ogni qualvolta per i loro affari dovevano andare a Belluno.Avendo trovato in citta una conoscenza certo Luigi Cabraro e anche Bortolo Levis com queste fecci la strada ove si passa per le frazioni de Coldi Lolce, Lolce e S. Fermo arivai a Sedico sul ave maria.

14 Ritornai a S. Giustina. In questi giorni feci due paia di pantaloni e un gile per Sigifredo Trichez.

17 Com Amabile e Adelaide siamo andati a Bribano passando da Olivo Da Poian, dove era arivato dal lavoro in Istria unsuo figlio di nome Carlo.Eravamo partiti alle ore 18:15 e siamo arivati alle 23:00.

19 Com Agostino e Antonio parti per una gita al monte Grappa. Partimo da S. Giustina col treno alle 06:25 e sbarcamo a Pederobba alle 07:15 e subito abbiamo preso una stradella per salire per il monte Tomba e dopo passate diverse montagne siamo giunti alla cima dove vi e la madonina alle 12:55. La si fermamo a mangiare un poco di cio che avavamo portato di casa e per essre ormai i giorni tropo corti non abbiamo voluto fermarsi che un poco per amirare il panorama e poia siamo passati davanti la galleria V. E. e indi abbiamo preso la via del ritorno verso la valle di Seren ove non c’era nemmeno un sentiero e siamo discesi passando sopra trincer costrute in tempo di guerra vedendo sparsi dopertutto resti di materiali di guerra e qui racolsi una bomba e nel monte Tomba un pettine quale ricordo di questi sacri luoghi. Alle 15:50 arivamo abbasso nella vale e la cominciava una strada che cammina sempre lungo la valle fino che arivamo al paese di Seren alle 17:15. Di la prendemo la strada verso Feltre ove siamo arivati alle 18:30. Il treno arivava alle 21:10 intanto passegiamo per questa citadella. Alle 21:35 arivamo a S. Giustina.

19 Fecci una giacca di Lino Doriz.

21 Dopo mezzogiorno com Amabile Maria e Adelaide fecci una passegiata du una colina sopra Meno in una frazione detta Corazzai Ritornati che era gia notte.

24 Dopo cena risolveti di andare a Sedico per aver informazioni dal cugino Bortolo che va tutti i giorni a Belluno se l’agente incaricato di farme avere el biglieto d’imbarco sapesse dire quando doveva partire.

25 Di nuovo a Sedico per sapere da Bortolino la risposta del agente che disse che appena arivava il biglietomi avrebbe avisato. Questo giorno andai a desinare dalla zia Tereza. Dopo com essa visitai la vedova di Geremia Deon Marietta madrina di battezzimo di mia sorella Tereza. Alle 16:00 andai al funerale di una bambina del cugino Giuseppe Lossai. Alla sera andai a Bribano al cinematografo com Cornella e Rosina e il padre di questa Giovanni Sponga.

27 Ritornai a S. Giustina per vedere la fiera che era in quel giorno.

28 Andai a Belluno a prendere il biglieto d’imbarco. Parti da S. Giustina alle ore 09:17 e ritornai alle 11:30. In questi giorni fecci il giacco di Arcangelo figlio di Giovanni Sponga. Quando stavo in casa se non avevo qualche cose da fare per mio conto aiutavo l’Angelica nei suoi lavori.

29 Parti per l’ultima volta da quella buona famiglia che tanto bene mi volevano e dove fui tratato ottimamente altre ogni mia aspetativa che sempre cercavano de sadisfarmi in qualanque mio desiderio col procurarmi la compagnia quando volli andare a Roma e loro stessi quando era per fare delle passegiate nei dintorni. Nel salutarli non ho potuto tratenere le lacrime e loro pure erano comosi. L’Angelica e la Meria mi accompagnarono per un trato di strada. Era le ore 17:50 e alle 19:00 arivai in casa di Olivo Da Poian.

30 Al dopo mezzogiorno com Carmela andai a salutare Marietta del fu Domenico Da Poian e la famiglia De Paris. Nel passare per Sedico vidi gli Alpini che erano di passagio com la loro banda e l’artiglieria com i loro cannoni.

 

DICEMBRE

01 Accompagnato dalla cugina Luigia Lossai andai a Meli a salutare Angela Bernard che e sorella di Domenica di Luigi Zanon di Antonio Prado poi conquesta traversando campagne son andato a Villa a trovare una cognata di Fiabane Giovanni esso pure da Antonio Prado che la si chiamava Madalena. Ritornando per Sedico entrai dal cugino Giuseppe Lossai per salutare anch’esso. Dopo mezzogiorno accompagnato della zia Tereza visitai i cugini Viel Giovanni figli di una sorella di mia madre che aveva pur nome Tereza. Poi andai a Bribano a salutare i zii Lossai dove mi avevano preparato la cena. E nel medesimo tempo andai nella stala del cugino Viel per conoscere il vecchio Angelo Tofolet un vecchio di novantatre anni che mio padre gli era molto amico. Poi salutati com grande commozione i zii che me bachiarono affetuosamente com le lacrime agli ochi e io pure vedendo si tanta comozione rimosi si tanto comosso che non potevo neppur dire addio. Indi axxompagnato daí cugini Bortolino e Giuseppe si siamo recati in un caffe di Giovanni Rabini e la incontrai i cugini Lino e Emanuele di Giuseppe fratello morto esso pure di mia madre che cosi ebbi occazione di salutare essi pure. Poi accompagnato ancora da Bortolino e Giuseppe per un’altro pesso di strada mi separai da essi dopo di esserci bacciati e abbraciati.

02 Salutato tutte le famiglie della corte ai Patt com bacci dall’Angelica Da Poian e accompagnato da Olivo alla stazione me ne parti de la stazione de Bribano alle 11:15 solo in ritorno al Brasile. A S. Giustina trovai in stazione la Meria Levis che porto una torta e una botiglieta de Vermout. Alle 14:10 arivai a Padova e dovetti fermarmi sino alle 20:00 per aspetare il treno per Verona. Intanto passegiai in Puato della Valle e alla chiesa del Santo. Partii alle 20:30. Arivai a Verona alle 22:00 scesi in stazione Porto Vescovo e presei allogio al primo albergo che vidi.

03 Passegiai per la citta visitai una chiesa poi entrai a vedere l’Arena. A mezzogiorno andai a una tratoria a desinare poi camminai ancora nei dintorni del Castello passai il ponte sul Adige poi andai al cimitero e alla stazione di Porta Nuova di ritorno passai per la piazza Bra ove era la banda che suonava poi ritornai alla stazione Porta Vescovo e alle 15:55 presi il treno che dopo essersi fermato in Stazione Porta Nuova partiva da Verona alle 16:25 e alle 21:15 arivai a Milano. Appena sceso presi allogio in un’albergo.

04 Com una lettera di Rosina Sponga mi reccai da una sua zia in Corso Magenta di cui era gia stata avertita che io desideravo avere alcuno che mi accompagnasse per la citta e che questa signora mi avrebbe mandato un suo figlio. Trovatala fecce venire il figlio Bruno che per prima cosa mi condusse in uno albergo piu vicino ...Dopo mezogiorno venne a prendermi e mi condusse per vedere il castelo che sendo lunedi era chiuso. Camminamo un poco nei dintorni poi ci reccamo al Duomo. Dopo averlo rimirato un po dopertutto camminamo ancora per alcune vie indi lui dovette al servizio. Era un Chafeurs. Di notte andai da solo in piazza del Duomo.

05 Di mattina andai solo al Duomo e assisti ad una messa che celebravano sotto il tempio e ebbi l’occazione di vedere l’urna com il corpo di s

S.               Carlo.Dopo andai ancora solo al cimitero Monumentale. Dopo pranzo andai al castello entrai e vidi il Museo del Risargimento ove c’era le ormi di Vittorio Emanuele I .Roba usata da Garibaldi e cose di Pio IX e molte altre cose di quel epoca. Di notte assieme a Bruno e un suo amico ci reccamo al teatro Scala ove quella sera davano l’opera Lohegrin.

06 Da solo visitai i giardini publici il museo di storia Naturale. Dopo pranzo salii sulla piu alta guglia del Duomo a 109 metri ove c’e la madonina. Dopo visitai la chiesa di S. Ambrogio che essendo la vigiglio della sua festa era scoperta l’urna com i corpi di questo e di S. Protasio. Di notte com Brunomi reccai in un teatro di Varietta. Prima di notte andai a salutare la sua mamma essa aveva nome Madalena Cassol.

07 Partii da Milano col diretto alle 08:30 e arivai in Genova alle 12:15. Nel resto di questo giorno mi occupai per fare il pagamento del biglieto d’imbarco che mi avevanospedito a Bellunoo poi per andare a mettere il visto nel passaporto dal consolo brasiliano.

08 Passegiai per la citta fino alle 11:00 comperando diversi oggetti per regalare al ritorno in famiglia. Dopo mezzogiorno andai ancora all’Agenzia di navegazione a ritirare il passaporto poi all’ispezione di sanita dei bagagli. Sulla sera in un camions ci condussero quatro chilometri lontano per fare il bagno e vacinarsi e dopo aver compiuto tutte le regale entrai nel vapore che si chiamava Garibaldi della Transatlantica alle ore 19:00.

09 Usci ancora dal vapore fino quasi a mezzogiorno poi com i bagagli ci feccero passare ancora pel ispetorato di emigrazio dove anno ancora una volta verificati le corte se tutto era al’ordine e subito dopo siamo entrati nel piroscafo e alle 20:00 si partiva da Genova verso Napoli.

11 Alle 07:00 si entrava nel porto di Napoli e qui si e fermato per caricare ancora una quantita di passageri. Alle 18:30 si partiva di qui avendo passato tutto il giorno in vapore perche non lasciavano uscire nessuno. A Genova incontrai la famiglia Daí Pra che stavano a Sedico dove ebbi occazione di fare conoccenza che mi servi di compagnia per viaggio dovendo loro recarsi alla Speranza di Guapore in Rio Grande do Sul. Erano otto persone i genitori quatro figli una figlia e unanuora. In questi giorni faceva un tempo fredo com pioggia e vento. Sulle coste dell’Africa fecce un po di borasca che ci fece ancora il male di mare.

20 Arivamo a Dakar verso le 03:00 del mattino. In questo porto dell’Africa occidentale il vapore si e fermato soltanto per caricare carbone e si parti alle 18:00. Il Garibaldi faceva la media di 13 miglia al ora. Arivamo sotto l’Equatore verso le 07:00 di 24.

30 Ore 12 arivasi in Santos.

 

1923 - GENNAIO

01 Partii da Santos alle ore 17:25 nel vapore Itabera della costieira. La famiglia Daí Pra rimasero in Santos credendo che il consolo gli mandassero per treno a gratis ma poi non so perche dovevero venire a spese sue e partirono il giorno dopo com un altro vapore. Io intanto mi unii per compagnia com un’altra famiglia da Treviso che si recavano a Porto Alegre essa era composta di cinque persone i genitori e tre ragazze (Edoardo Sardi).

02 Arivamo a Paranagua alle 10:00 e partimo alle 13:00. Arivamo in S. Francisco alle 19:00 e partimo alle 21:30.

04 Arivamo a Rio Grande alle 18:30.

05 Partimo da Rio Grande alle 15:15 arivamo a Pelotas alle 13:00.

06 Partimo da Pelotas alle 13:00

07 Arivamo in Porto Alegre ore 07:30. In questa notte verso mezzanotte incontramo un vapore in cui doveva essere mio fratello Giuseppe Olivo che era stato ad Antonio Prado a celebrare le nosse d’oro dei genitori e che ora ritornava a Nova Trento di S. Catarina.

08 Mi fermai in Porto Alegre e intanto e arivato anche la famiglia Daí Pra.

09 Partii da Porto Alegre in treno com la famiglia Daí Pra . A Carlo Barbosa questi sbarcarono per prendere la strada per la Speranza. Arivai in Caxias alle 18:15.

10 Com il signor Ferazzi trovato per caso nel Hotel partii in birocio per Nova Trento e la mi recai in casa da zio Francesco Da Riz.

11 In un automobile del signor Fasolo partii per Antonio Prado alle 15:15 e arivai alle 18:30 a casa dopo quasi sette mesi di viaggio magnifico dove ebbi una fortuna in tutte le cose specialmente nel sogiorno in Italia che meglio non poteva desiderare. In casa trovai prima di tutti la sorella Luiggia indi mio padre che mi há abbraciato e bacciato teneramente. Poco dopo comincio a venire i nipoti poi mia madre che era uscita a passegiare. Poi comincio a venire a visitarmi alcuni amici che appena arivato ebbero subito notizia fra i quali ricordo Antonio Ranzolin, Giaccomo Gressana, Pietro Gazzola, Pietro Caliari, Emilio Valmorbida. In questa sera si fecero una buona cena in casa com tutta la famiglia di mio fratello Luigi. Il giorno seguente ebbi le visite dei altri amici di cui ricordo Giovanni Empinoti, Olinto Burato, Amedeo Faccio, Augusto Stimamiglio, Jose Gama, Armando Faccioli, Maurizio Rigon, Attilio Lossi, Massimo Empinoti, Santa Coronetti, Giovanni Coronetti, Domenica Zanon, e una figlia Luigi e Angelo Pasuch, Giovanni Fiabane. 

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